Andate, viaggiate, vivete, provate a fare e allora la chica vi sorprenderà

25 dicembre 2009

di Veronica Murroni

Silva è sicuramente un’amante della bellezza, un’amante generoso che invita il lettore a cogliere gli indizi della sua amata senza volerla tenere per sé. Ce la presenta attraverso l’ardore delle parole, del pensiero vivace, lasciando che viva al di là di lui. Specialmente in questo libro, lo sguardo di Silva si rivela innamorato, mi vien da dire del cambiamento, del tempo che trascorre, dell’innovazione. Nuovo è il suo modo di presentarsi, senza difese né artifici, un uomo il cui interesse principale sembra essere il dialogo. Così Padre Xavier ascolta Ramòn e così Ramòn parla a Padre Xavier. Allo stesso modo l’autore parla al lettore, al personaggio, dandogli del tu per poterlo raggiungere subito, nell’immediato. Silva sfugge il generale e arriva puntualmente a porci delle domande, affinchè ciascuno sia chiamato ad interrogarsi, non parla alla massa, si rivolge direttamente all’individuo, da uomo a uomo, lo chiama per nome e lo immette nel presente.

Così nelle parole veloci l’autore ricorda al lettore che non c’è tempo da perdere, che è importante incontrare, giocare, non prendersi sul serio. Per ciò nel libro il tratto principale sembra essere la giovinezza, l’audacia della ricerca, le stesse che emergevano timidamente ne “la giovinezza, l’amore, la fortuna” e che si manifestano ora con la chica. Assieme a lei arrivano profumi, paure, ossessioni e desideri ma sopratutto l’invito all’amore. Questo sembra essere il tema del testo, l’imprevedibilità dell’amore nelle sue varie sfaccettature, un sentimento di cui è difficile parlare, un sentimento che sfugge alle definizioni, come la chica ci passa accanto e lascia nell’aria qualcosa ma chissà da dove arriva, dove sta andando…unico luogo per incontrarlo: il racconto.

I racconti infatti si susseguono intrecciandosi tra loro con i personaggi che sono liberi di spostarsi avanti e indietro nella storia, nessun racconto ha i suoi personaggi, questi viaggiano, si muovono da Parigi a Roma, parlano tra loro, li incontriamo proprio laddove non li stavamo aspettando. Grazie a tale imprevisto possiamo avere uno sguardo più ampio sulla storia, come dire che le cose accadono, si concludono per un periodo senza mai incontrare la fine, a un racconto ne segue un altro, a un incontro altri ancora.

Andate, viaggiate, vivete, provate a fare e allora la chica vi sorprenderà, questo il messaggio per Octavien, Ramòn, Xavier, per pittori e altri artisti, per ciascuno di noi, sfuggire all’accidia e alla noia della “normalità”, lasciandosi guidare dal desiderio, in una quotidianità che mai è data per scontata, che mai avviene una volta per tutte.

L’estetica secondo Silva: la bellezza è felina.

8 dicembre 2009

Pierre Auguste Renoir (1841-1919) Julie Manet detto anche Bambina con il gatto 1887

di Mauro Murroni.

<< Lei ha capito l’essenziale, ha capito che non c’è rimedio né assoluzione. Nulla può lavare il mio peccato per la semplice ragione che non l’ho commesso, e questo si è un peccato imperdonabile >>.
Con queste parole, Florindo Ramon, inizia una confessione che ci accompagnerà per tutto il libro. Il suo interlocutore è Padre Xavier, un uomo che ascolta le anime dietro una grata e si impegna con una grazia misteriosa a far si che incontrino Dio. Florindo vuole avere un perdono per un peccato assoluto , i  più grave sembrerebbe, quello non commesso, nel suo caso di non aver ucciso il padre. Il fatto che il libro inizi con una scena di confessione non è casuale, da subito i due personaggi ci danno le istruzioni essenziali per cogliere la cifra delle quattordici storie. Florindo ha un tono provocatorio e sembra voler stuzzicare la pazienza di Padre Xavier con il suo petulante girare attorno alla storia. Non gli interessa affatto un’assoluzione, è lì per parlare, e non per parlare con un prete qualunque, ma con un uomo, che ha si preso i voti avviandosi per la strada che conduce alla bellezza di Dio, ma che ha conservato in se l’umanità della rabbia e dello sdegno. C’è qualcosa di sospettoso nel modo di parlare dei personaggi. Leggi il seguito di questo post »

La forza provocante della chica lascia il segno.

5 dicembre 2009

Fra peccato e desiderio, lo sguardo dietro la grata è quello di Umberto Silva.

di Francesco Menegazzo.

Ah, chica! Si innalza l’esclamazione in un giorno splendente a Malaga. Il cielo è azzurro e gli animi scossi dal peccato e dalla forza del desiderio sono nel tumulto pieno della vita.
Silva fin dalle prime pagine del romanzo prende il lettore e lo porta (ma forse sarebbe il caso di dire lo scaraventa) dentro una realtà alternativa, coinvolgente e irresistibile. Il tempo è quello del viaggio, un tour per l’Europa e non solo, da Malaga a Parigi, da Roma a Berlino passando per New York, in una corsa dell’anima verso scenari tormentati, colpi di scena, atmosfere eccitanti e blasfeme fantasie. Brevi racconti tratteggiano il dipinto di un romanzo divertente e appassionante. I personaggi tornano saltando da una storia all’altra, i racconti si succedono in un intreccio magico, dove la mistione dei toni e delle ambientazioni contribuiscono a comporre il palcoscenico per la rappresentazione complessiva del testo. Nel confessionale di Nuestra Senora de la Victoria, Padre Xavier assolve e condanna Florindo Ramon, il banchiere reo di non aver ucciso il padre in tenera età. Peccato originario e assai originale il suo. È la fonte dell’ intrigata vita sempre a caccia di chica; Florindo, lui, futuro erborista gesuita. Leggi il seguito di questo post »

Ah chica!

2 dicembre 2009

Esci sul sagrato e levi gli occhi al cielo: Super Azul! Bianche nuvolette di vapore salgono dal mare e navigano sui tetti di Màlaga. Ora senti intensamente un profumo di violetta che, a dire il vero, sentivi anche prima.
Ah, chica!

Ah chica!

29 novembre 2009

Ah chica! di Umerto Silva, edizioni Il Notes Magico

Pubblicato per la casa editrice il notes magico Ah chica! l’ultimo appassionante libro di Umberto Silva.

Padre Xavier, l’infaticabile confessore di Màlaga; Florindo Ramòn, l’astuto libertino; l’abile collezionista d’arte Julius Froberger; Octavien Fabre, il secchione della Sorbone… Uomini che la sanno lunga, uomini abituati a trattare con Dio e con il Diavolo, vengono burlati dalla chica. La sua incantevole impertinenza è quella stessa della scrittura di Silva: un irresistibile civettare del vero col falso, del bene con il male, del possibile con l’impossibile.

Puoi trovare tutti i libri di Umberto Silva su:www.ibs.it


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