di Veronica Murroni
Silva è sicuramente un’amante della bellezza, un’amante generoso che invita il lettore a cogliere gli indizi della sua amata senza volerla tenere per sé. Ce la presenta attraverso l’ardore delle parole, del pensiero vivace, lasciando che viva al di là di lui. Specialmente in questo libro, lo sguardo di Silva si rivela innamorato, mi vien da dire del cambiamento, del tempo che trascorre, dell’innovazione. Nuovo è il suo modo di presentarsi, senza difese né artifici, un uomo il cui interesse principale sembra essere il dialogo. Così Padre Xavier ascolta Ramòn e così Ramòn parla a Padre Xavier. Allo stesso modo l’autore parla al lettore, al personaggio, dandogli del tu per poterlo raggiungere subito, nell’immediato. Silva sfugge il generale e arriva puntualmente a porci delle domande, affinchè ciascuno sia chiamato ad interrogarsi, non parla alla massa, si rivolge direttamente all’individuo, da uomo a uomo, lo chiama per nome e lo immette nel presente.
Così nelle parole veloci l’autore ricorda al lettore che non c’è tempo da perdere, che è importante incontrare, giocare, non prendersi sul serio. Per ciò nel libro il tratto principale sembra essere la giovinezza, l’audacia della ricerca, le stesse che emergevano timidamente ne “la giovinezza, l’amore, la fortuna” e che si manifestano ora con la chica. Assieme a lei arrivano profumi, paure, ossessioni e desideri ma sopratutto l’invito all’amore. Questo sembra essere il tema del testo, l’imprevedibilità dell’amore nelle sue varie sfaccettature, un sentimento di cui è difficile parlare, un sentimento che sfugge alle definizioni, come la chica ci passa accanto e lascia nell’aria qualcosa ma chissà da dove arriva, dove sta andando…unico luogo per incontrarlo: il racconto.
I racconti infatti si susseguono intrecciandosi tra loro con i personaggi che sono liberi di spostarsi avanti e indietro nella storia, nessun racconto ha i suoi personaggi, questi viaggiano, si muovono da Parigi a Roma, parlano tra loro, li incontriamo proprio laddove non li stavamo aspettando. Grazie a tale imprevisto possiamo avere uno sguardo più ampio sulla storia, come dire che le cose accadono, si concludono per un periodo senza mai incontrare la fine, a un racconto ne segue un altro, a un incontro altri ancora.
Andate, viaggiate, vivete, provate a fare e allora la chica vi sorprenderà, questo il messaggio per Octavien, Ramòn, Xavier, per pittori e altri artisti, per ciascuno di noi, sfuggire all’accidia e alla noia della “normalità”, lasciandosi guidare dal desiderio, in una quotidianità che mai è data per scontata, che mai avviene una volta per tutte.


