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	<title>Ah chica!</title>
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		<title>Andate, viaggiate, vivete, provate a fare e allora la chica vi sorprenderà</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 17:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[di Veronica Murroni Silva è sicuramente un&#8217;amante della bellezza, un&#8217;amante generoso che invita il lettore a cogliere gli indizi della sua amata senza volerla tenere per sé. Ce la presenta attraverso l&#8217;ardore delle parole, del pensiero vivace, lasciando che viva al di là di lui. Specialmente in questo libro, lo sguardo di Silva si rivela [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ahchica.wordpress.com&amp;blog=10730120&amp;post=93&amp;subd=ahchica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;ct=img&amp;q=http://www.ilpiaceredivolare.com/images/VanGogh.jpg&amp;usg=AFQjCNHe929fBo8kkjZTsRzHtj0tXXjEpw" alt="" width="226" height="290" />di Veronica Murroni</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Silva è sicuramente un&#8217;amante della bellezza, un&#8217;amante generoso che invita il lettore a cogliere gli indizi della sua amata senza volerla tenere per sé. Ce la presenta attraverso l&#8217;ardore delle parole, del pensiero vivace, lasciando che viva al di là di lui. Specialmente in questo libro, lo sguardo di Silva si rivela innamorato, mi vien da dire del cambiamento, del tempo che trascorre, dell&#8217;innovazione. Nuovo è il suo modo di presentarsi, senza difese né artifici, un uomo il cui interesse principale sembra essere il dialogo. Così Padre Xavier ascolta Ramòn e così Ramòn parla a Padre Xavier. Allo stesso modo l&#8217;autore parla al lettore, al personaggio, dandogli del tu per poterlo raggiungere subito, nell&#8217;immediato. Silva sfugge il generale e arriva puntualmente a porci delle domande, affinchè ciascuno sia chiamato ad interrogarsi, non parla alla massa, si rivolge direttamente all&#8217;individuo, da uomo a uomo, lo chiama per nome e lo immette nel presente.</p>
<p style="text-align:justify;">Così nelle parole veloci l&#8217;autore ricorda al lettore che non c&#8217;è tempo da perdere, che è importante incontrare, giocare, non prendersi sul serio. Per ciò nel libro il tratto principale sembra essere la giovinezza, l&#8217;audacia della ricerca, le stesse che emergevano timidamente ne <a href="http://www.ilnotesmagico.it/02Collana_Mercurio/13giovinezza.htm" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">“la giovinezza, l&#8217;amore, la fortuna”</span></a> e che si manifestano ora con la chica. Assieme a lei arrivano profumi, paure, ossessioni e desideri ma sopratutto l&#8217;invito all&#8217;amore. Questo sembra essere il tema del testo, l&#8217;imprevedibilità dell&#8217;amore nelle sue varie sfaccettature, un sentimento di cui è difficile parlare, un sentimento che sfugge alle definizioni, come la chica ci passa accanto e lascia nell&#8217;aria qualcosa ma chissà da dove arriva, dove sta andando&#8230;unico luogo per incontrarlo: il racconto.</p>
<p style="text-align:justify;">I racconti infatti si susseguono intrecciandosi tra loro con i personaggi che sono liberi di spostarsi avanti e indietro nella storia, nessun racconto ha i suoi personaggi, questi viaggiano, si muovono da Parigi a Roma, parlano tra loro, li incontriamo proprio laddove non li stavamo aspettando. Grazie a tale imprevisto possiamo avere uno sguardo più ampio sulla storia, come dire che le cose accadono, si concludono per un periodo senza mai incontrare la fine, a un racconto ne segue un altro, a un incontro altri ancora.</p>
<p style="text-align:justify;">Andate, viaggiate, vivete, provate a fare e allora la chica vi sorprenderà, questo il messaggio per Octavien, Ramòn, Xavier, per pittori e altri artisti, per ciascuno di noi, sfuggire all&#8217;accidia e alla noia della “normalità”, lasciandosi guidare dal desiderio, in una quotidianità che mai è data per scontata, che mai avviene una volta per tutte.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ahchica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ahchica.wordpress.com/93/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ahchica.wordpress.com&amp;blog=10730120&amp;post=93&amp;subd=ahchica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L’estetica secondo Silva: la bellezza è felina.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mauro Murroni. &#60;&#60; Lei ha capito l’essenziale, ha capito che non c’è rimedio né assoluzione. Nulla può lavare il mio peccato per la semplice ragione che non l’ho commesso, e questo si è un peccato imperdonabile &#62;&#62;. Con queste parole, Florindo Ramon, inizia una confessione che ci accompagnerà per tutto il libro. Il suo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ahchica.wordpress.com&amp;blog=10730120&amp;post=50&amp;subd=ahchica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_52" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://ahchica.files.wordpress.com/2009/12/renoir-ragazza-con-gatto.jpg"><img class="size-medium wp-image-52" title="renoir ragazza con gatto" src="http://ahchica.files.wordpress.com/2009/12/renoir-ragazza-con-gatto.jpg?w=250&#038;h=299" alt="" width="250" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Pierre Auguste Renoir (1841-1919) Julie Manet detto anche Bambina con il gatto 1887</p></div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>di Mauro Murroni.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">&lt;&lt; Lei ha capito l’essenziale, ha capito che non c’è rimedio né assoluzione. Nulla può lavare il mio peccato per la semplice ragione che non l’ho commesso, e questo si è un peccato imperdonabile &gt;&gt;.<br />
Con queste parole, Florindo Ramon, inizia una confessione che ci accompagnerà per tutto il libro. Il suo interlocutore è Padre Xavier, un uomo che ascolta le anime dietro una grata e si impegna con una grazia misteriosa a far si che incontrino Dio. Florindo vuole avere un perdono per un peccato assoluto , i  più grave sembrerebbe, quello non commesso, nel suo caso di non aver ucciso il padre. Il fatto che il libro inizi con una scena di confessione non è casuale, da subito i due personaggi ci danno le istruzioni essenziali per cogliere la cifra delle quattordici storie. Florindo ha un tono provocatorio e sembra voler stuzzicare la pazienza di Padre Xavier con il suo petulante girare attorno alla storia. Non gli interessa affatto un’assoluzione, è lì per parlare, e non per parlare con un prete qualunque, ma con un uomo, che ha si preso i voti avviandosi per la strada che conduce alla bellezza di Dio, ma che ha conservato in se l’umanità della rabbia e dello sdegno. C’è qualcosa di sospettoso nel modo di parlare dei personaggi.<span id="more-50"></span> Sembrano non avere esitazioni, sono meravigliosamente impeccabili e infiorettano la conversazione con preziosismi e dialoghi brillanti. Pur essendo storie diverse i personaggi turnano all’interno ricomparendo varie volte in diversi capitoli, come in sistema di scatole cinesi, ogni storia è parte di un discorso più ampio che è Ah Chica, questo alimenta l’idea che si stia svolgendo una storia nella quale è difficile trovare i veri protagonisti, sembra più plausibile credere che ci siano delle entità, voci, o fantasmi che possiedono i personaggi, portando avanti una trama che si situa su altri livelli di astrazione, mentre i loro corpi si aggirano come manichini in attesa della parte assegnatagli dall’autore. Il senso dei racconti è sempre qualcosa di connesso alla struttura del personaggio, il quale attende l’ultima pagina per scoprire qualcosa di nuovo di sè. C’è un momento preciso in cui questo avviene e sembrerebbe essere proprio il punto in cui l’autore vuole condurre il lettore. Quando Padre Xavier sfonda con un pugno la grata per afferrare Florindo e si ritrova davanti una donna per esempio. Quando Octavien durante l’amplesso grida il suo nome anzi che Amelie, sembra aver già capito che Esmè ed Amelie sono identiche ed il suo lapsus arriva dunque a cestinare i desideri di un amore diverso, possibile e dunque impossibile. In questi momenti il senso sfugge a noi ed ai personaggi stessi, mentre l’autore se la sghignazza da qualche parte. Noi rimaniamo perplessi con la sensazione che manchi il tassello per completare il puzzle, esattamente come il savoiardo che rimane monco dopo essere stato inzuppato, ci chiediamo che né è stato dell’altra parte di pensieri che improvvisamente perdono senso. In questo mancare continuamente forse si annida un gioco sul nonsenso necessario a recuperare un senso più profondo. Viene cioè derisa la smania significante che cerca di dare ordine al mondo e che crea il bisticcio dell’io con il reale, rivelandoci che esiste si un ordine, ma è quello a cui tutti pieghiamo la nostra miserabile spocchia che pretende di comprendere, ed è la legge dell’inconscio che si sovrappone a quella divina. Prova inconfutabile dunque della spiritosaggine del creatore, che ci ha fornito di un inconscio e lo ha delegato a custode della bellezza e della spiritualità, nucleo incandescente di vita. Ciò che colpisce è inizialmente la voce narrante, che è in seconda persona singolare, -tu sei-,-ora ti senti-,&#8230; Questa voce con tono quasi imperativo determina continuamente i personaggi, ce li presenta nudi, squartati, tanto che ogni loro pensiero è per noi da subito evidente, privandoli del mistero della loro natura intima. Nelle storie è difficile che si incontri il dolore, tutti sembrano pervasi da una gioia che è semplicemente quella di esserci e di partecipare, come attori, prestando i loro nomi e le loro vite all’autore che assume più i contorni del regista che non quelli dello scrittore. La voce narrante stessa infatti è fuori campo e sembra dirigere continuamente, esattamente come un regista sul set suggerisce le emozioni e lo svolgersi della vicenda. Non si riesce a collocarlo, la sua dimora è si all’interno del racconto ma su un piano diverso. Sembra che egli stesso partecipi alle scene e che allo stesso tempo pretenda di raccontarle, forse non è proprio un narratore, sembrerebbe più un IO che accompagna ogni personaggio, come se questo io si fosse frantumato in tutti i personaggi. Il tutto è percorso da un brusio chiassoso che è difficile da descrivere ma che per contrapposizione si associa al silenzio della letteratura giapponese nei cui romanzi regnano un silenzio ed una lentezza epica che da spazio ai pensieri di fondersi con i paesaggi intimi dei protagonisti. Viene da chiedersi cosa significhi questo silenzio desertico ed ombroso. In Norwegian Wood di Murakami ci sono due ragazzi uniti dal suicidio di una persona a cui entrambi erano legati. Il suicidio del ragazzo arriva nelle prime pagine e da lì in poi prosegue il racconto. Il fatto è che questo suicidio porta il lettore a domandarsi da subito perché il ragazzo si sia tolto la vita, mentre i protagonisti sembrano accettarlo senza interrogarsi. Non c’è mai un momento in cui interviene il dolore per la scomparsa che porti ad un pensiero, ad una domanda. Apparentemente si è ucciso per nulla. Ma questo nulla senza risposte è conseguenza dell’assenza di domande. I personaggi non si chiedono il perché, vivono senza progetti le loro storie in una surreale notte scura, tanto che poi seguiranno vari suicidi nel proseguo del racconto. Sembra dunque che “se non c’è nulla per cui valga la pena morire, allora non c’è nulla per cui valga la pena vivere”. Il chiasso di Silva non è suicidario, ci mostra l’altra parte della vita, quella tormentata e vitale di chi ha necessità di far ricorso alla parola per incontrare il proprio pensiero, a costo di scoprirsi diversi, vogliono incontrare qualcosa di nuovo. “irrompa ciò che deve, io voglio conoscere” dice Edipo. Le storie conducono i personaggi a muoversi con difficoltà nella realizzazione dei loro desideri e quando sembra che ci stiano riuscendo interviene qualcosa che rovescia la scena e rivela qualcosa di inaspettato. Rivela nel senso che ciò che emerge è ancora più misterioso delle premesse stesse. Sembra che anche la voce narrante del regista sia vittima di questo meccanismo. C’è un copione da seguire che viene immancabilmente sfalsato dall’intervento di un lapsus, come per Octavien, o un pensiero, come per il regista alla premiazione. Sembra dunque ci sia una incessante lotta tra la padronanza dell’autore sulle sue creature e queste ultime che ormai dotate di vita inconscia si sgusciano dai dalla loro parte grazie ai salvifici colpi di scena. In un certo senso dunque vi è un disordine a cui tutti obbediscono frutto della supervisione del vero regista e che ritorna prepotentemente a chieder conto ogni volta in cui si cerca di accantonarla con coltri di pensieri morti o con compulsioni, la legge è in arrivo e il suo piede può frantumare un gradino ad ogni suo passo. In questo senso è inquadrabile la presenza simbolica dei gatti. Il gatto come animale è per sua natura ingestibile. È domestico ma non addomesticabile, non farà mai qualcosa perché qualcuno glielo ordina, allo stesso modo la voce del regista cerca di essere la mano che disegna, ma deve fare i conti con i colpi di coda inconsci dei personaggi. La voce dunque mirerebbe alla padronanza ma l’autore ha dotato i personaggi di inconscio e dunque ci troviamo a fare i conti con la sorpresa. Uno schiaffo che brucia la guancia ma non si sa da dove arriva. La vera vicenda del libro è il percorso universale del desiderio della vita che anela alla bellezza ma che fa i conti con la natura umana che si scopre essere divina. Siamo dunque anche noi spettatori insieme all’autore delle vicende che si svolgono un po’ più in là, oltre la grata, le osserviamo grazie al silenzio del confessionale, dove la leggerezza è data dalla sospensione del giudizio, ascoltiamo queste vite che arrancano stupendamente contro la loro stessa natura. L’imperfezione diventa necessaria alla bellezza, alla vita che si ribella ad ogni tentativo di gestione, mostrandoci la sua statura ben al di là dei nostri scopi e delle nostre intenzioni. L’estetica secondo Silva: la bellezza è felina.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ahchica.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ahchica.wordpress.com/50/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ahchica.wordpress.com&amp;blog=10730120&amp;post=50&amp;subd=ahchica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La forza provocante della chica lascia il segno.</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 22:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Umberto Silva]]></category>

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		<description><![CDATA[Ah, chica! Si innalza l’esclamazione in un giorno splendente a Malaga. Il cielo è azzurro e gli animi scossi dal peccato e dalla forza del desiderio sono nel tumulto pieno della vita.
Silva fin dalle prime pagine del romanzo prende il lettore e lo porta (ma forse sarebbe il caso di dire lo scaraventa) dentro una realtà alternativa, coinvolgente e irresistibile. Il tempo è quello del viaggio, un tour per l’Europa e non solo, da Malaga a Parigi, da Roma a Berlino passando per New York, in una corsa dell’anima verso scenari tormentati, colpi di scena, atmosfere eccitanti e blasfeme fantasie. Brevi racconti tratteggiano il dipinto di un romanzo divertente e appassionante.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ahchica.wordpress.com&amp;blog=10730120&amp;post=38&amp;subd=ahchica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Fra peccato e desiderio, lo sguardo dietro la grata è quello di Umberto Silva.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ahchica.files.wordpress.com/2009/12/lederatranquillocremona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-74" title="LederaTranquilloCremona" src="http://ahchica.files.wordpress.com/2009/12/lederatranquillocremona.jpg?w=220&#038;h=300" alt="" width="220" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>di Francesco Menegazzo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ah, chica! Si innalza l’esclamazione in un giorno splendente a Malaga. Il cielo è azzurro e gli animi scossi dal peccato e dalla forza del desiderio sono nel tumulto pieno della vita.<br />
Silva fin dalle prime pagine del romanzo prende il lettore e lo porta (ma forse sarebbe il caso di dire lo scaraventa) dentro una realtà alternativa, coinvolgente e irresistibile. Il tempo è quello del viaggio, un tour per l’Europa e non solo, da Malaga a Parigi, da Roma a Berlino passando per New York, in una corsa dell’anima verso scenari tormentati, colpi di scena, atmosfere eccitanti e blasfeme fantasie. Brevi racconti tratteggiano il dipinto di un romanzo divertente e appassionante. I personaggi tornano saltando da una storia all’altra, i racconti si succedono in un intreccio magico, dove la mistione dei toni e delle ambientazioni contribuiscono a comporre il palcoscenico per la rappresentazione complessiva del testo. Nel confessionale di Nuestra Senora de la Victoria, Padre Xavier assolve e condanna Florindo Ramon, il banchiere reo di non aver ucciso il padre in tenera età. Peccato originario e assai originale il suo. È la fonte dell’ intrigata vita sempre a caccia di chica; Florindo, lui, futuro erborista gesuita.<span id="more-38"></span><br />
Lo sguardo dietro la grata è quello di Silva. È lo sguardo dell’analista, erede naturale della pratica confessoria, attento e indagatore è un occhio che ascolta e dice. Il confessionale diventa studio d’analisi, luogo dove incontrare parola. Da qui ci si muove verso la scrittura, verso nuove storie, passando da ciò che non si conosce attraverso l’audacia si arrivare al pensiero, al romanzo. La posta in gioco è alta, ad ognuno di noi l’impresa.<br />
Un libro sul peccato, un libro spirituale dove Dio e Belzebù fanno la lotta ad ogni riga. Si stagliano sulla pagina padre Xavier e Florindo Ramon, la bellissima Esmé donna fatale e irraggiungibile, attrice disinvolta, editrice intelligente, complice di Madam Sabu, ma chi sei? Penso a  Otello e al regista Riccardo (detto Rick dall’affascinante Brad Pitt) a « Octavien Fabre, figlio di Pierre e di Marie Grasse, terz’anno alla Sorbonne, segni particolari un porro sotto il ginocchio…». La sua giovinezza risucchiata in un vortice allucinatorio non viene distrutta, perché non si lascia ingannare dal destino, ma ci si butta dentro tutto di un colpo.<br />
E la chica «dagli occhi ardenti e dai boccoli neri» prima o poi arriva, con il suo profumo di violetta a sconvolgere le vite dei protagonisti. Amélie ed Esmé, Samira, mettono a nudo gli animi dei personaggi e forse ancor più quello del lettore. E come fare a rimanere indifferenti? Di che ci sta parlando Silva?<br />
Ah chica! come il desiderio, la bellezza, l’irresistibile forza profumata, ah chica! un inno alla vita, alla giovinezza, alla ricchezza della ricerca dell’amore. Gli orrori ci sono e fanno parte di quello stesso desiderio che nel dirsi del racconto trova una via per manifestarsi. Ecco che il sogno di Samira (la vergine prostituta cavalca il mulo Barabba con il fallo avvolto da seta dorata), le scene nel lussuoso bordello di madame Sabu, o quella accennata dell&#8217;omicida Padre Pico, scuotono il lettore e dicono ciò che solitamente non si dice. Autentiche rivelazioni quelle di Silva? Spaccati della società contemporanea? Chissà, eppure quel sogno ricorrente di mangiarsi un uomo lo tormenta ma, come suggerisce Kafka che in quanto a personaggi oscuri aveva di che raccontare, « i pensieri reconditi con i quali accogli in te il male non sono i tuoi, ma quelli del male».<br />
« Si faccia le domande e si dia le risposte» mi ha detto recentemente Silva mentre cercavo di proporgli un’intervista. « Non glie la concederei mai» ha risposto. Una provocazione, come nel suo stile, mica sterile, sempre utile. Smuove come questo libro, atto di chi testimonia la ricerca. E lo fa attraverso l’uso del tu ripetuto. L’uso della seconda persona rappresenta al meglio il modo in cui questo procedimento è attuato. «Ti ha detto di seguirla, ma dopo pochi passi scompare. Ti accorgi di essere al centro di una biblioteca e ti accomodi in una poltrona. Stai benissimo e proprio non ti accorgi perché ti viene da chiudere gli occhi.» Come se ci fosse l’indice puntato, ma di cosa sei accusato? Silva rivendica il diritto all’accusa? Forse, ma come ho avuto modo di sentirgli dire qualche giorno fa « dal diritto dell’accusa si passa al dovere e dal dovere al piacere dell’accusa » dice così mentre allarga le braccia sgranando gli occhi verso la platea che esterrefatta ammutolisce prima di annuire. Accusa o provocazione? C&#8217;è differenza. Scardina, muove alla parola, all’ascolto, al pensiero. Infranti tabù e resistenze, viene dato libero accesso al desiderio. Il tu, dà ritmo e a volte ipnotizza. E se fosse un viatico per accedere ad un immaginario fantastico, oltre il reale, nel quale le anime dei personaggi si incontrano e invitano il lettore a partecipare a questa danza magica e surreale?<br />
Il rogo al bordello di Madam Sabù è rivelatore, illumina il passaggio verso il pensiero. Nel lapsus il braciere cade a terra, le tende ardono e la fuga sana ogni tormento.<br />
Sono con loro, con Riccardo nella spiaggia, con Otello mentre balla il tip tap con la Blanchett, con Froberger e la donna misteriosa, con Octavien ed Esmè. Mi muovo a piccoli passi negli spazi concessi dalla punteggiatura. I periodi, infatti, sono brevi. Il punto diventa così il margine dell’incontro, pausa che introduce a successivi cambiamenti di stato « Ma stanotte la tentazione si è fatta più forte. Sono entrato nella sua stanza, la chica stava dormendo. Mi ero chinato su di lei e le mie labbra si avvicinavano pericolosamente alle sue. Sono dovuto scappare in bagno e rinchiudermi dentro gettando la chiave dalla finestra. » Sono brevi spostamenti quelli compiuti dai personaggi di Silva, delimitati da punti profondi come abissi. Eppure nel tempo di ogni spostamento si avverte il vortice della vita, la ricchezza della morte e dell’amore: « Fissi il publico che da qualche secondo ha terminato l’applauso, e taci. Le tue mani stringono il Leone d’Oro, alle tue spalle i giurati. In platea Cate Blanchett va a sedersi, ammiratissima, accanto a Brad Pitt. Indossa un prezioso lamè, in testa una piuma di struzzo.»<br />
Avverto in questo romanzo una bellezza nata dalle parole. Il modo in cui suonano è nuovo, forse è poesia…<br />
Ah, chica!</p>
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		<title>Ah chica!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 22:22:43 +0000</pubDate>
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<h3 style="text-align:justify;">&#8220;<em>Esci sul sagrato e levi gli occhi al cielo: Super Azul! Bianche nuvolette di vapore salgono dal mare e navigano sui tetti di Màlaga. Ora senti intensamente un profumo di violetta che, a dire il vero, sentivi anche prima.<br />
Ah, chica!</em>&#8220;</h3>
</blockquote>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:12:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicato per la casa editrice il notes magico Ah chica! l&#8217;ultimo appassionante libro di Umberto Silva. Padre Xavier, l&#8217;infaticabile confessore di Màlaga; Florindo Ramòn, l&#8217;astuto libertino; l&#8217;abile collezionista d&#8217;arte Julius Froberger; Octavien Fabre, il secchione della Sorbone&#8230; Uomini che la sanno lunga, uomini abituati a trattare con Dio e con il Diavolo, vengono burlati dalla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ahchica.wordpress.com&amp;blog=10730120&amp;post=3&amp;subd=ahchica&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4" class="wp-caption alignleft" style="width: 189px"><a href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&amp;xy=umberto+silva"><img class="size-medium wp-image-4" title="copj13.asp" src="http://ahchica.files.wordpress.com/2009/11/copj13-asp.jpg?w=179&#038;h=300" alt="" width="179" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ah chica! di Umerto Silva, edizioni Il Notes Magico</p></div>
<p style="text-align:justify;">Pubblicato per la casa editrice <a href="http://www.ilnotesmagico.it/menu.htm">il notes magico</a> Ah chica! l&#8217;ultimo appassionante libro di Umberto Silva.</p>
<p style="text-align:justify;">Padre Xavier, l&#8217;infaticabile confessore di Màlaga; Florindo Ramòn, l&#8217;astuto libertino; l&#8217;abile collezionista d&#8217;arte Julius Froberger; Octavien Fabre, il secchione della Sorbone&#8230; Uomini che la sanno lunga, uomini abituati a trattare con Dio e con il Diavolo, vengono burlati dalla chica. La sua incantevole impertinenza è quella stessa della scrittura di Silva: un irresistibile civettare del vero col falso, del bene con il male, del possibile con l&#8217;impossibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Puoi trovare tutti i libri di Umberto Silva su:<a title="I libri di Umberto Silva" href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&amp;xy=umberto+silva">www.ibs.it</a></p>
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